7.000 AZIENDE ITALIANE COINVOLTE DALLA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI SOSTENIBILITA’

Da gennaio 2024, la rendicontazione in materia di sostenibilità diventa obbligatoria per tutte le aziende con più di 250 dipendenti, un fatturato superiore ai 20 milioni di euro e un bilancio di almeno 40 milioni di euro. Le regole inizieranno ad applicarsi per le grandi imprese di interesse pubblico (con più di 500 dipendenti) già soggette alla NFRD (Non-Financial Reporting Directive).

L’Europa è da sempre attiva nella creazione di un sistema economico-finanziario più sostenibile, affinché le società agiscano più consapevolmente e responsabilmente in relazione al proprio impatto sul pianeta. In particolare, la Direttiva 2022/2464 CSRD (“Corporate Sustainability Reporting Directive”) si è resa necessaria per giungere alla rendicontazione di sostenibilità, che la rende obbligatoria in termini di comunicazione delle informazioni non finanziarie. Questa direttiva aggiorna le norme relative alle informazioni sociali, economiche e ambientali che le aziende devono rendere pubbliche. Un numero più ampio di grandi aziende e PMI quotate, saranno ora tenute a presentare relazioni sulla sostenibilità. Le società soggette all’obbligo dovranno applicare le nuove regole per la prima volta per i bilanci pubblicati nel 2025, relativi quindi all’esercizio finanziario 2024.

Le società soggette alla CSRD dovranno redigere il bilancio secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), sviluppati dall’EFRAG. Ciò premesso, le norme introdotte dalla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) rimangono in vigore fino a quando le società non dovranno applicare le nuove norme della CSRD.

La nuova normativa europea comporterà un aumento significativo delle imprese coinvolte, passando da 11.600 a 49.000, di cui circa 7.000 italiane. Le imprese che non ricadono sotto la CSRD, tuttavia, potranno essere coinvolte in modo indiretto, poiché comprese nella catena del valore (“value chain”) di un fornitore o cliente.

È di fondamentale importanza l’aver già intrapreso un percorso verso la sostenibilità. Ogni ente dovrebbe iniziare con una valutazione ESG (“Environmental, Social and Governance”) tramite un assessment di sostenibilità. Questo aiuterebbe ad identificare punti di forza e, soprattutto, aree di miglioramento al fine di risultare competitivi strategicamente e
all’insegna della sostenibilità.

Noi di IBO srl siamo specializzati in sostenibilità per le PMI. Grazie a un team di professionisti qualificati, possiamo aiutarti a redigere un Bilancio di sostenibilità.

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